Vasame conquista il Pirandello: applausi a scena aperta e grande partecipazione del pubblico
Alla fine della prima replica di “Vasame – L’amore è rivoluzionario”, il Teatro Pirandello ha salutato lo spettacolo con applausi convinti e prolungati, segno di una partecipazione autentica e sentita.
In scena Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniello, protagonisti di un racconto intenso che intreccia parola, musica e sentimento, capace di coinvolgere il pubblico dall’inizio alla fine, tra sorrisi, silenzi carichi di emozione e un finale accolto con grande calore.
Subito dopo il sipario, abbiamo raccolto le prime impressioni: “coinvolgente”, “emozionante”, “uno spettacolo che arriva”. Un debutto accolto con convinzione, che apre con ottime sensazioni la seconda replica.
🎥 Guarda il video con le reazioni del pubblico al termine dello spettacolo.
Trent’anni dopo la riapertura, il Teatro Pirandello svela la sua metamorfosi in un libro: dalle origini a oggi
In occasione del trentesimo anniversario della riapertura al pubblico, la Fondazione del Teatro Luigi Pirandellocelebra la ricorrenza con la pubblicazione di un volume che racconta la metamorfosi architettonica e culturale di uno dei monumenti nazionali più rappresentativi della città di Agrigento, dalla progettazione ottocentesca fino ai giorni nostri.
Il libro nasce da un’idea fortemente voluta dal Consiglio di amministrazione della Fondazione, come ha sottolineato il presidente Alessandro Patti: «È un progetto che abbiamo concepito e condiviso sin dal nostro insediamento. Sentivamo l’esigenza di aggiornare l’unico volume esistente sul Teatro Pirandello, risalente al 2001, colmando un vuoto di oltre vent’anni di storia. Era un nostro fermo intendimento restituire un racconto completo e aggiornato di questo straordinario monumento».
Autore del volume è l’architetto e docente di storia dell’arte Fabio Zarbo, che ha curato un approfondito lavoro di studio e ricerca, sviluppato anche attraverso un progetto didattico con i suoi allievi. Da questo percorso si è avviata una collaborazione con l’Archivio di Stato, la Biblioteca comunale e la Soprintendenza ai Beni culturali, dando vita a un risultato che la stessa Fondazione definisce «straordinario e inaspettato».
Il volume ripercorre le vicende costruttive del teatro, soffermandosi sul progetto originario dell’ingegnere agrigentino Dionisio Sciascia e sul successivo intervento dell’architetto palermitano Giovan Battista Filippo Basile, autore anche del Teatro Massimo di Palermo. Basile portò a compimento l’opera, introducendo importanti modifiche strutturali, in particolare al palcoscenico, curando le decorazioni scultoree e pittoriche e intervenendo sull’acustica, anche attraverso la scelta di nuovi materiali e la riduzione della lunghezza originaria del palco.
Il libro documenta inoltre le criticità strutturali che hanno segnato la storia dell’edificio, come i problemi di infiltrazioni che nel tempo hanno interessato soprattutto l’area scenica, e ricostruisce gli interventi di restauro realizzati nella seconda metà del Novecento. L’ultima parte del volume è dedicata alla vita del teatro dalla riapertura del 1995 fino al 2025, restituendo il ruolo centrale del Pirandello come spazio culturale e simbolo identitario della città.
Un progetto editoriale reso possibile anche grazie al sostegno della Regione Siciliana e alla collaborazione della Giunti Editore, che hanno condiviso il valore culturale, storico e simbolico di un’opera destinata a restare come memoria storica per le future generazioni.
La presentazione ufficiale del volume si terrà il 12 gennaio, occasione nella quale la Fondazione ringrazierà pubblicamente tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto editoriale, contribuendo a custodire e trasmettere una parte fondamentale della memoria collettiva della città.
Il Teatro Pirandello continua così a raccontarsi non solo come architettura e palcoscenico, ma come patrimonio vivo di Agrigento e dell’intera Sicilia.
Roberta Torre: «Il teatro è della città, senza pubblico non esiste»
Il Teatro Pirandello si concede al cinema e lo fa nel modo più naturale possibile: trasformando il palcoscenico in un luogo di ascolto, confronto e memoria condivisa. Non una semplice proiezione, ma un’esperienza costruita sul dialogo, sulle parole e sulle emozioni, capace di rompere gli schemi e di raccontare il cinema attraverso il teatro.
È accaduto con “Passo a due”, il format ideato e condotto da Roberta Torre e Gianluca Arnone, che ha inaugurato un nuovo modo di vivere il teatro: aperto, attraversabile, abitato dal pubblico. Protagonista della serata l’attore Fabrizio Ferracane, accolto con grande calore da una platea attenta e partecipe.
Ad accompagnare il racconto, al pianoforte, il maestro Salvatore Galante, che ha cucito interventi musicali e suggestioni sonore in uno stile che ha richiamato il Maurizio Costanzo Show, dando ritmo alla conversazione e creando un’atmosfera confidenziale, quasi domestica, capace di avvicinare palco e platea.
Ferracane, visibilmente emozionato per la sua prima volta sul palco del Pirandello, ha raccontato il suo rapporto con l’arte, con la Sicilia e con la recitazione come scelta quotidiana: «Questi sono luoghi di bellezza, di arte, di poesia. È come se avessi lavorato per il signor Pirandello». Parole sincere, che hanno restituito il senso profondo di una serata vissuta più con il cuore che con la distanza rituale dello spettacolo.
Il dialogo ha attraversato temi centrali del mestiere dell’attore, della qualità della vita, della necessità di fermarsi, respirare, ascoltarsi, ma anche del modo in cui le storie vengono raccontate. «Non è importante solo di cosa si parla, ma come si raccontano le storie», ha sottolineato Ferracane, richiamando il valore dell’arte come linguaggio capace di andare oltre la superficie.
Cinema e teatro, mondi diversi ma intimamente legati. Un intreccio che Roberta Torre ha voluto sottolineare ricordando come il Teatro Pirandello sia stato anche cinema, prima di tornare alla sua vocazione originaria. «Vedere il cinema qui dentro è emozionante – ha spiegato – perché questo luogo conserva tracce, passaggi, immaginari».
Al centro della serata, anche la proiezione di Leonora addio di Paolo Taviani, che ha chiuso un percorso fatto di parole, immagini e riflessioni, confermando la forza del teatro come spazio capace di accogliere linguaggi diversi senza perdere identità.
Nel finale, il vicepresidente della Fondazione, Andrea Cirino, ha consegnato un riconoscimento a Fabrizio Ferracane, gesto simbolico ma sentito, a suggello di una serata che ha unito pubblico, artisti e istituzione nel segno della condivisione.
«Il teatro è della città, senza pubblico non esiste», ha detto Roberta Torre nel momento più intenso dell’incontro. Una frase che sintetizza il senso di un progetto pensato per e con la comunità, che chiama il pubblico non solo ad assistere, ma a prendersi cura del proprio teatro.
“Passo a due” continuerà nei prossimi mesi con altri appuntamenti di rilievo: dal cinema romantico per San Valentino, fino agli incontri con grandi nomi del cinema italiano come Michele Placido, Mario Martone e nuove voci del panorama contemporaneo. Segno che il Pirandello non è solo un luogo di spettacolo, ma un laboratorio di immaginari, dove cinema e teatro tornano a parlarsi davanti a una città che risponde, partecipa e riconosce quel palco come casa propria.
Epifania al Teatro Pirandello: omaggio agli abbonati con una serata speciale dedicata al grande cinema
Nel giorno dell’Epifania, il Teatro Pirandello omaggia i propri abbonati con un biglietto gratuito per una serata-evento dedicata al cinema, in programma sabato 11 gennaio alle ore 20:00.
Un appuntamento speciale che trasforma il Teatro in luogo di incontro e dialogo tra palco e grande schermo, tra racconto cinematografico e memoria collettiva.
La serata si aprirà con “PASSO A DUE”, a cura di Roberta Torre e Gianluca Arnone, con un incontro esclusivo con la produttrice Donatella Palermo e l’attore Fabrizio Ferracane, che guideranno il pubblico alla scoperta del dietro le quinte della creazione cinematografica, tra storie, suggestioni ed emozioni che danno vita a un film.
A seguire, la proiezione del film Leonora addio di Paolo Taviani, un’opera intensa e poetica che attraversa i temi della memoria, del legame con la terra e delle radici italiane, toccando le corde più profonde dell’anima.
Ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria al numero 0922 590220.
Il Teatro Pirandello rinnova così il proprio impegno nel proporre momenti di alta qualità culturale, rafforzando il dialogo tra teatro, cinema e pubblico.
“Vasame – L’amore è rivoluzionario” Marisa Laurito al Teatro Pirandello di Agrigento 13 e 14 gennaio
Arriva al Teatro Pirandello di Agrigento, il 13 e 14 gennaio, Marisa Laurito con Vasame – L’amore è rivoluzionario, spettacolo poetico e musicale nato da un’idea condivisa con Enzo Gragnaniello e costruito come un intreccio di parole, musica e sentimento.
Vasame – “baciami” – è un viaggio nell’anima della napoletanità, intesa non come appartenenza geografica ma come modo di sentire e di vivere. In scena si incontrano teatro, blues, poesia e grandi canzoni della tradizione napoletana, per raccontare l’amore in tutte le sue forme: desiderio, passione, perdita, speranza, memoria.
Lo spettacolo attraversa brani iconici del repertorio classico napoletano, da Passione a Scetate, fino alle canzoni di Enzo Gragnaniello, insieme a testi e riflessioni che mettono al centro la bellezza come forza capace di incidere sul quotidiano. Un racconto intenso e a tratti ironico, che alterna profondità e leggerezza, coinvolgendo il pubblico in modo diretto e autentico.
Sul palco, accanto a Marisa Laurito, Piero Gallo alla mandolina, Erasmo Petringa al violoncello e Marco Caligiuri alle percussioni, per una partitura sonora essenziale ed elegante che accompagna la narrazione.
«Vasame nasce dal desiderio di spargere semi tra il pubblico – racconta Marisa Laurito – sono convinta che l’unica rivoluzione possibile oggi sia quella dell’amore». Una dichiarazione che diventa il cuore pulsante dello spettacolo, un invito a riscoprire l’umanità, la sensibilità e la forza dei sentimenti.
Con Vasame – L’amore è rivoluzionario, il Teatro Pirandello ospita uno spettacolo che è insieme racconto intimo e messaggio universale, capace di parlare al cuore e alla coscienza.
“A Christmas Carol – Il Musical” incanta Agrigento: due repliche sold out al Teatro Pirandello
AGRIGENTO – Due repliche, due sold out consecutivi e un entusiasmo che ha avvolto il Teatro Pirandello come una vera atmosfera natalizia. “A Christmas Carol – Il Musical”, il classico di Charles Dickens nella versione teatrale firmata da Melina Pellicano, ha conquistato il pubblico agrigentino con oltre 20 artisti in scena, 150 costumi, musiche originali ed effetti speciali che hanno trasformato il palcoscenico in un viaggio emozionante attraverso il Natale passato, presente e futuro.
Al centro della scena, Fabrizio Rizzolo nel ruolo dell’avaro Ebenezer Scrooge, trasformato – nella notte più magica dell’anno – in un uomo nuovo. Accanto a lui, un cast numeroso e affiatato che dà vita a fantasmi, visioni, speranze e memorie, restituendo tutta la potenza narrativa della novella dickensiana.
A rendere imponente l’impianto scenico sono le creazioni di Alessandro Marrazzo, che firma luci, effetti speciali e scenografie (con Francesco Fassone). I 150 costumi sono opera di Marco Biesta, mentre le musiche originali portano la firma di Stefano Lori e Marco Caselle.
«Il romanzo di Dickens ha già una natura teatrale potentissima – spiega Melina Pellicano – per questo il nostro lavoro è stato quello di rispettarne lo spirito, amplificandolo con la forza del musical, senza tradirlo».
Giovani spettatori, sala piena e un nuovo sold out per la replica odierna
Anche la seconda replica ha registrato il tutto esaurito, con una platea ricca di famiglie e tantissimi giovani attratti dalla magia dello spettacolo.
Il Talk con la compagnia: un altro successo del Teatro Pirandello
Come ormai da tradizione nella stagione “Sogni & Storie – La vita in scena”, al termine della seconda replica si è svolto il talk con gli attori, format ideato dal Teatro e accolto con grande partecipazione.
Nel corso dell’incontro, Fabrizio Rizzolo ha dialogato con il pubblico, raccontando il suo rapporto con il personaggio di Scrooge:
«All’inizio non amavo questo ruolo – ha confidato – non comprendevo fino in fondo la dinamica del cambiamento. Lavorandoci, ho capito che toccava una mia resistenza interiore, quel lato oscuro che ogni tanto ci contagia. Interpretarlo, replica dopo replica – ormai quasi duecento – è diventato un viaggio profondo dentro me stesso. Scrooge si redime… e un po’ mi redimo anch’io, ogni volta».
Durante il talk, Domenico Vecchio, responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa del Teatro Pirandello, ha presentato la compagnia al pubblico e ricordato la visione artistica che sta guidando la stagione:
«Resteremo insieme ancora qualche minuto con questa splendida compagnia – ha detto Vecchio – È stato uno spettacolo bellissimo e un onore ospitarvi qui. Il format dei talk è un’idea della nostra direttrice artistica Roberta Torre, che ci segue sempre e merita un grande applauso».
La serata si è conclusa con le domande del pubblico e un momento particolarmente emozionante in cui una spettatrice ha ringraziato gli artisti per la speranza portata in un periodo difficile.
Rizzolo, visibilmente toccato, ha risposto con sincerità:
«Questo musical fa bene anche a me. I tre stadi del viaggio – il passato, il presente e il futuro – sono un percorso che porto con me ogni sera. È un grande dono di Natale».
La compagnia, come ricordato durante il talk, proseguirà ora il tour che toccherà Campania, Piemonte e Lombardia, con tappe a Napoli, Sorrento, Torino, Milano, Cremona e Gallarate fino al 4 gennaio.
Il Teatro Pirandello dà appuntamento al prossimo spettacolo in cartellone: “VASAME”.
E il saluto finale, inevitabilmente, è stato: “Buon Natale!”
Roberta Torre fa il punto sull’avvio di stagione del Teatro Pirandello: successi inattesi, pubblico in crescita e una visione culturale che sta già cambiando Agrigento.
La direttrice artistica traccia il primo bilancio di stagione e racconta la visione che sta trasformando il tempio culturale della città
AGRIGENTO – Un avvio di stagione così, forse, nemmeno chi lo desiderava più intensamente avrebbe osato immaginarlo. Il Teatro Pirandello, guidato dalla direttrice artistica Roberta Torre, ha aperto il nuovo cartellone con due spettacoli molto diversi tra loro, entrambi accolti da un pubblico partecipe, attento, caloroso. Un segnale che parla chiaro: Agrigento ha voglia di teatro. E di un teatro nuovo.
Torre, con l’entusiasmo di chi vede germogliare un seme appena piantato, lo conferma: “È presto per fare un bilancio, abbiamo avuto solo due spettacoli, ma sono davvero molto felice. L’accoglienza al primo titolo, Prima Facie, è stata straordinaria, per nulla scontata. È un’opera che ha girato il mondo e affronta un tema caldissimo, quello del consenso a prima vista: il pubblico agrigentino l’ha colta nei minimi dettagli.”
Una partenza intesa, emotiva, che ha subito trovato un contrappunto brillante con “Il Vedovo”, rivisitazione teatrale del capolavoro di Sordi.
“Uno spettacolo completamente diverso, anni Cinquanta, grande commedia – racconta Torre – e anche qui il pubblico ha reagito con entusiasmo. Le risate, la leggerezza, la partecipazione… Tutto questo ci dice molto sul modo in cui Agrigento vive il teatro.”
A sorprendere, infatti, non è stata solo la partecipazione in sala: il Pirandello ha introdotto una novità molto apprezzata, il talk post-spettacolo. “È stata un’idea vincente”, spiega Torre. “Il pubblico ama poter parlare con gli attori a caldo, ascoltare le loro impressioni, entrare nelle storie. È un modo per abbattere il confine tra platea e palcoscenico.”
“Sono partita dall’ascolto. Agrigento voleva qualcosa che non aveva mai visto”
Fin dal suo arrivo, la direttrice artistica ha scelto una linea precisa: ascoltare la città. “Non ho imposto un’impronta personale. Ho percepito desideri e necessità: Agrigento aveva voglia di qualcosa di inedito, di nuovo, di particolare. Voleva affetto, cura, attenzione. Questo teatro deve essere un germe che cresce, non un progetto che comincia e finisce.”
Una visione che si traduce in un cartellone aperto, fluido, contemporaneo: “Mescolare linguaggi, proposte culturali, codici diversi: dalla commedia al pop, dal classico al musicale. Il Pirandello deve parlare più lingue, per parlare a più persone.”
Il Fringe Pirandello: il progetto del cuore
Tra le iniziative più ambiziose, il Fringe Pirandello, che sta riscuotendo interesse in tutta Italia.
“Ho voluto legarlo al nome di Pirandello e insieme riportare alla luce luoghi della città poco frequentati. Saranno piccole piazze teatrali, animate da giovani e meno giovani che seguiranno corsi di drammaturgia con Ottavio Cappellani.”
Un festival che nasce da una rete di collaborazioni prestigiose: “Università, Teatro Stabile di Catania, il quotidiano La Sicilia che pubblicherà i racconti nati dalle lezioni, incontri con grandi professionisti italiani di costumi, scenografia, luci, recitazione… È un modo per collegare Agrigento e la Sicilia al mondo, come merita.”
Un teatro che cresce, insieme al suo pubblico
Il percorso è appena iniziato, ma il segnale è chiaro: Agrigento si sta riappropriando del suo teatro, e lo sta facendo con una vitalità che sorprende anche chi la osserva da vicino.
L’appuntamento con la direttrice artistica continuerà nei prossimi mesi, per aggiornare il pubblico sulla stagione e sulle novità in arrivo, “perché – conclude Torre – questo è solo l’inizio”.
Il Pirandello accende il Natale: arriva “Christmas Carol – Il Musical”
AGRIGENTO. C’è un momento dell’anno in cui la magia diventa possibile, in cui la scena si illumina e il teatro si trasforma in un grande abbraccio collettivo. Quest’anno, a regalare questo incanto, è “Christmas Carol – Il Musical”, il capolavoro immortale di Charles Dickens che approda al Teatro Pirandello grazie alla Fondazione Teatro Pirandello e alla direzione artistica di Roberta Torre.
Uno spettacolo totale, emozionante, sorprendente: oltre 20 artisti in scena, 150 costumi, grandi effetti visivi e musiche originali che avvolgono il pubblico in un’atmosfera natalizia da brividi. La versione firmata da Melina Pellicano – regista e autrice dell’adattamento – resta fedelissima al romanzo, conservando tutto il fascino, l’ironia e la poesia che hanno reso celebre nel mondo la storia di Ebenezer Scrooge.
🎭 Appuntamenti al Teatro Pirandello
Mercoledì 10 dicembre, ore 21.00
Giovedì 11 dicembre, ore 17.30
Al centro della scena, nel ruolo dell’avaro che scopre la redenzione nella notte più magica dell’anno, c’è Fabrizio Rizzolo, pronto a dare corpo e voce a uno dei personaggi più iconici della letteratura mondiale. Accanto a lui, un cast numeroso e affiatato che anima fantasmi, visioni, bambini, memorie e speranze.
A plasmare l’imponente impianto visivo sono le creazioni di Alessandro Marrazzo, che firma luci, effetti speciali e scenografie (con Francesco Fassone). I 150 costumi portano invece la firma di Marco Biesta, mentre le musiche originali sono di Stefano Lori e Marco Caselle.
«Il romanzo di Dickens ha già una natura teatrale potentissima» – spiega Melina Pellicano – «per questo il nostro lavoro è stato quello di rispettarne lo spirito, amplificandolo con la forza del musical, senza tradirlo».
Un classico senza tempo, un viaggio nelle emozioni, un appuntamento perfetto per adulti e bambini: “Christmas Carol – Il Musical” promette di essere uno dei momenti più luminosi della stagione “Sogni & Storie – La vita in scena” del Teatro Pirandello.
E questa volta, a cambiare, non sarà soltanto Scrooge… ma anche gli occhi di chi lo guarderà da platea.
Il Vedovo sorprende il pubblico: il sipario si riapre e l’intera compagnia dialoga con gli spettatori
Da un’idea del direttore artistico Roberta Torre, il Teatro Pirandello ha regalato al suo pubblico un momento speciale al termine della seconda replica pomeridiana de Il Vedovo. Quando gli spettatori stavano già lasciando le poltrone per far rientro a casa, il sipario si è inaspettatamente riaperto: sul palco, seduti ad attenderli, c’erano Massimo Ghini, Galatea Ranzi e l’intera compagnia dello spettacolo.
Insieme a loro, hanno salutato il pubblico Giuseppe Gandini, Leonardo Ghini, Giulia Piermarini, Diego Sebastian Misasi, Tony Ruocco e Luca Scapparone.
Un cast compatto, che ha scelto di fermarsi per un confronto diretto con gli spettatori, rispondendo con disponibilità alle domande e raccontando curiosità sul lavoro portato in scena.
Lo spettacolo, diretto da Massimo Ghini, si avvale delle scene di Andrea Bianchi, dei costumi di Annalisa Di Piero, delle musiche di Davide Cavuti, ed è prodotto da Enfi Teatro, Artisti Riuniti e Il Parioli, con produzione esecutiva di Enzo Gentile.
A moderare il dialogo è stato il responsabile dell’Ufficio Stampa del Teatro, Domenico Vecchio, che ha guidato un momento che ha assunto i toni dell’incontro familiare, più che della classica sessione di domande dal pubblico.
Un’iniziativa rara, che non capita tutti i giorni: vedere un’intera compagnia trattenersi sul palco per condividere emozioni, retroscena e riflessioni con gli spettatori è qualcosa che fa parte dello spirito della nuova stagione del Pirandello. E questa volta è davvero successo. Un teatro che si apre, dialoga e sorprende. Sempre di più.
Il pubblico del Pirandello applaude Massimo Ghini e Galatea Ranzi per la prima de Il Vedovo ad Agrigento.
Una commedia brillante che, al termine della rappresentazione, gli spettatori hanno commentato ai nostri microfoni, raccontando emozioni, impressioni e il piacere di ritrovare sul palco un grande classico reinterpretato con stile e intelligenza.
A rendere la serata ancora più speciale è stata la performance stessa: sul palco Massimo Ghini e Galatea Ranzi, protagonisti impeccabili, affiancati dal figlio di Ghini, Daniele Ghini. Un trio che ha portato energia, ritmo e una complicità scenica capace di conquistare la platea. Un omaggio raffinato al cinema di Dino Risi, tra satira, ironia e una regia fedele al film. Si replica oggi pomeriggio alle 17,30. IL VIDEO