Va in scena “Vestire gli ignudi”

20 Dicembre 2017 no comments stampa

Venerdì 22 dicembre alle 21 “Vestire gli Ignudi” di Luigi Pirandello
Produzione Fondazione Teatro Pirandello
Adattamento e regia di Gaetano Aronica; aiuto regia Riccardo Contrino.
Con Andrea Tidona, Gaetano Aronica, Vittoria Faro, Fabrizio Milano, Barbara Capucci, Stefano Trizzino; light designer Luca Pastore.

 

Arriva al teatro Pirandello la commedia, diretta da Gaetano Aronica. E’  il primo spettacolo prodotto nella storia della Fondazione Teatro Pirandello: dopo il debutto lo scorso febbraio andrà adesso in scena nei teatri italiani. Lo spettacolo infatti circuiterà a Roma al Teatro Palladium partnership Teatro Argentina, Campobasso, L’Aquila, Asti, in tutte le città siciliane e in altre ancora per un totale di oltre 30 rappresentazioni.

La nuova protagonista dello spettacolo è l’attrice Vittoria Faro, nei panni di Ersilia Drei, una donna oggetto di violenza, ma non vittima. Ersilia è l’esempio non solo della ribellione femminile, ma della ribellione della vita che pulsa. “Vestire gli ignudi” entra nel pieno nelle tematiche attualissime sulla violenza contro le donne, con la sconvolgente modernità di Pirandello“Vestire ignudi”.

*Special price per gli abbonati. Per info biglietteria: 0922590220.

 

 

 

Debutta “Mimì”, il nuovo spettacolo di Mario Incudine

15 Dicembre 2017 no comments stampa

Debutta domani sabato 16 dicembre, ad Agrigento, il nuovo spettacolo di Mario Incudine, tutto dedicato a Mister Volare. Si intitola “Mimì. Da sud a sud sulle note di Domenico Modugno”, lo spettacolo musicale diretto da Moni Ovadia e Giuseppe Cutino, sui testi di Sabrina Petyx, ideato ed interpretato da Mario Incudine, artista siciliano poliedrico, cantante, musicista, attore. Spettacolo prodotto da Corvino Produzioni.

Mimì è un viaggio sulle note delle canzoni di Domenico Modugno, quelle legate alla Sicilia, a una terra che lui ha adottato. Uno spettacolo che racconta le aspirazioni di un uomo del Sud chiamato appunto Mimì, ma che potrebbe avere mille nomi diversi. Una storia fatta da mille storie, che si incrocia con quella del suo interprete scorrendo su linee parallele che, sovvertendo ogni regola, si incontrano in uno spettacolo in cui Mario Incudine e Domenico Modugno ci raccontano un mondo che cambia, che sogna, che sfida convenzioni e stereotipi. Alla fine Mimì, siamo tutti noi. Ogni giorno che passa. Noi di ieri, di oggi, di domani.

Dopo il successo della prima nazionale, lo scorso mese al Teatro Sala Umberto di Roma, lo spettacolo è ora in tournée nei teatri siciliani ed italiani. Domani mattina al Teatro Pirandello è in programma il mattinée per le scuole e alle 21 lo spettacolo serale.

“Vestire gli ignudi” chiude l’anno di Pirandello

13 Dicembre 2017 no comments stampa

Un appuntamento speciale concluderà l’anno di celebrazioni dedicate al 150esimo dalla nascita del Premio Nobel agrigentino Luigi Pirandello. La commedia pirandelliana “Vestire gli ignudi”, che aveva inaugurato le celebrazioni, conclude l’anno di Pirandello in una data speciale, venerdì 22 dicembre.

La commedia, diretta da Gaetano Aronica, è il primo spettacolo prodotto nella storia della Fondazione Teatro Pirandello dopo il debutto lo scorso febbraio andrà in adesso scena nei dei teatri italiani. Lo spettacolo infatti circuiterà a Roma al Teatro Palladium partnership Teatro Argentina, Campobasso, L’Aquila, Asti, in tutte le città siciliane e in altre ancora per un totale di oltre 30 rappresentazioni.

Presentata la nuova protagonista dello spettacolo, l’attrice Vittoria Faro, nei panni di Ersilia Drei, una donna oggetto di violenza, ma non vittima. Ersilia è l’esempio non solo della ribellione femminile, ma della ribellione della vita che pulsa. “Vestire gli ignudi” entra nel pieno nelle tematiche attualissime sulla violenza contro le donne, con la sconvolgente modernità di Pirandello.

“Un’opera di spessore che porta l’opera pirandellina interpretata da talenti agrigentini in Italia, un momento importante per la storia del Teatro di Agrigento e per la città che si prepara con tutti i suoi ‘attori della cultura’ a celebrare Agrigento 2020”, ha affermato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto alla conferenza stampa di stamattina.

“Il Teatro Pirandello – ha dichiarato il presidente della Fondazione Gaetano Aronica – è finalmente un teatro vivo, che produce, propone, inventa, pronto a portare una propria produzione nei teatri più belli d’Italia”.

Presenti in conferenza stampa anche gli attori Andrea Tidona e Barbara Capucci. Lo spettacolo è in programma il 22 dicembre alle 21 ed è fuori abbonamento, ad un prezzo speciale per abbonati e per tutti i cittadini. “Vestire gli ignudi” andrà in scena anche per le scolaresche in due matinée il 20 dicembre prossimo.

Va in scena “Medea” con Franco Branciaroli

7 Dicembre 2017 no comments stampa

Con indosso la parrucca a riccioli e una sottana nera, Franco Branciaroli, a distanza di vent’anni dalla prima edizione, è l’interprete di Medea. È una delle pietre miliari del teatro nazionale, lo spettacolo atteso al Teatro Pirandello di Agrigento sabato 9 e domenica 10 dicembre: la “Medea” di Euripide per la regia storica di Luca Ronconi.

Una produzione firmata Centro Teatrale Bresciano, Teatro de gli incamminati e Piccolo Teatro di Milano, nella versione riallestita da Daniele Salvo. Un omaggio al maestro Luca Ronconi scomparso quasi tre anni fa e che fa rivivere la sua opera  – oggi come nel 1966 – nell’interpretazione magistrale dall’attore Franco Branciaroli.

La  tragedia, scritta da Euripide nel 431 a.C., narra la spietata vendetta di Medea contro lo spergiuro dell’amato Giasone da cui ha avuto due figli. Giasone la ripudia per sposare la figlia del re Creonte e Medea disperata per l’abbandono medita la più atroce delle vendette: avvelenare la rivale e uccidere i propri figli. La regia di Daniele Salvo ripropone dei dettagli la regia ronconiana, arricchendola di proiezioni su grandi schermi. “Franco Branciaroli in questo lavoro raggiunge vette di elaborazione interpretativa assolutamente incredibili”, scrive Daniele Salvo nelle note di regia.

“Io non interpreto una donna – afferma Franco Branciaroli – sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso. Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Rimettiamoci nei panni del pubblico greco: vedendo la tragedia, saprà che arriverà ad Atene una forza che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli: ‘Medea dallo sguardo di toro’, come viene definita all’inizio. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro. Che usa la femminilità come maschera, per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone”. 

Filomena Marturano: la famiglia allargata dal ricatto d’amore

27 Novembre 2017 no comments stampa

di Franco Principato

 

Il coraggio della maternità. E’ l’amore per i figli, l’amore senza prezzo, l’amore che ti fa sopportare tutto, l’amore che ti impedisce di piangere, ti secca gli occhi e ti fa ingoiare tutte le lacrime ed ogni sorta di angheria e di ingiuria. Quell’amore che nasce anche per caso, che nasce da un’azione remunerata, da una prestazione.

Filomena Marturano ne ha tre di figli, tre figli nati per mestiere e non abortiti, tre figli nati durante  il legame con Domenico Soriano, viveur della Napoli borghese, attanagliato dal fascino di Filomena.

L’attualità tematica di Eduardo. De Filippo scrive questa commedia nel 1946, mentre era accesa la discussione legislativa sui diritti dei figli nati fuori dal matrimonio, mentre si tentava di abolire l’odiosa dicitura documentale ‘figlio di nn’. Eduardo disegna un donna con un carattere forte, quasi mascolino, una donna modernissima che sa usare al contempo il proprio essere femmina e il cervello ma soprattutto le parole.

Proprio sulla parola Liliana Cavani e Mariangela D’abbraccio puntano in questo allestimento: la recitazione marcata, segnata, meditata sillaba per sillaba segna il peso delle parole, un peso che sovrasta ed esalta la stessa storia.

L’inganno di Filomena. Filomena accalappia finalmente Domenico Sorace facendosi sposare perchè lo convince di essere in punto di morte, ma subito rivela di stare benissimo e il matrimonio permette alla nuova signora Sorace di allontanare dal marito le altre femmine e soprattutto di poter realizzare il suo sogno, la sua materna ambizione: dare ai suoi tre figli segreti un cognome rispettabile e magari pure un’agiatezza economica. Ma il beffato don Mimì  punta a far annullare il matrimonio e mette alla porta l’antica amante. D’Abbraccio rivive l’infanzia di Filumena, la sua gioventù, la fame nei bassi, l’inizio del mestiere, le gravidanze nascoste e le parole Mariane che l’hanno convinta e dare alla luce le sue creature. L’attrice napoletana è struggente, riesce nel miracolo di creare il  pathos anche subito dopo una battuta ilare, riesce a commuovere senza alcuna trascendenza teatrale, nella finzione scenica riesce a trasmettere verità e sentimento.

La rivelazione filiale. Filomena invita a casa i tre figli e rivela di essere la loro madre e contemporaneamente confida a Domenico Sorace che uno dei tre è nato una precisa notte, per un preciso e indimenticabile rapporto fra loro due, un rapporto pagato con una banconota. Don Mimì, ammorbidito dall’età e dall’insperata paternità, ma soprattutto vinto dalla prova buttata su tavolo da Filomena, si impegna a rinnovare il matrimonio annullato dalla legge. Ma ad una condizione…

L’eterno segreto di Filomena e Eduardo. Domenico Sorace vuole sapere il nome di suo figlio, vuole conoscere la carne della sua carne, vuole essere chiamato papà. Filomena non cede, piuttosto rinuncia al nome Sorace per se e per la sua prole, sta per andare via sconfitta quando inaspettatamente e ad una sola voce i tre figli di Filomena si rivolgono a don Mimì chiamandolo papà. E’ la capitolazione.

Alla ricerca dalla paternità perduta. Si sposano ma Filomena sa benissimo che nessuno potrà dare a lei né al marito i momenti e le esperienze vissute dai genitori con i lori bambini, ma almeno potranno contare su questa famiglia ritrovata, ricostruita, una famiglia basata sull’uguaglianza fra figli legittimi e naturali. La famiglia basata sull’amore e… certificata.

Molto apprezzata la prima regia teatrale della Cavani. Un debutto molto tardivo quello di Liliana Cavani alla regia teatrale, un debutto soddisfacente per il taglio più moderno dato sia al testo di Eduardo che ai caratteri dei personaggi. D’abbraccio è stata osannata dal pubblico. La sua Filomena combattiva e passionale, coraggiosa ed emozionante, persuasiva e grintosa ha smosso i sentimenti del pubblico, ha creato commozione e solidarietà: il personaggio in scena è diventato persona. Ovazione finale per lei ma applausi ripetuti anche per l’apprezzato Geppy Gleijeses, un Domenico Soriano perfetto nel  ruolo di dongiovanni sbiadito, di libertino a fine corsa.

 

 

Foto di scena di Kalos Longo

Dal Danubio al Mississippi con l’operetta di Kalman

21 Novembre 2017 no comments stampa

Una bella recensione dello spettacolo “La Duchessa di Chicago” di E. Kalman, per la regia di Umberto Scida con la Compagnia Teatro Al Massimo di Palermo, andato in scena al Teatro Pirandello il 18 e il 19 novembre scorso. Un trionfo di musica e colori aprono la nuova stagione teatrale.

 

 

di Francesco Principato (Teatro.it)

 

Ci eravamo lasciati con l’operetta dal teatro comunale Pirandello di Agrigento e con l’operetta ci ritroviamo anche per la stagione 2017/2018, nel senso della continuità di un cartellone che predilige il divertimento spensierato e il pubblico di una certa età. Pubblico che comunque non tradisce questo riguardo e ieri sera ha quasi esaurito tutti i posti disponibili, finendo la serata accompagnando con battimano la musica dei saluti finali della compagnia. Non erano però in grado di cantare con Scida & c. perché ad andare in scena non era la solita opera leggera.

Sì, perché anche se Emmerich Kalman è un pilastro dell’operetta viennese La duchessa di Chicago non è  così tanto rappresentata e l’inedito ha reso interessante questa prima della stagione. Ma non solo, l’operetta vista ieri sera è senza dubbio una rappresentazione che va oltre i clichè classici di questo tipo di composizioni, almeno per quanto riguarda la musica.

Sulla scia di un libretto che vede l’incontro di due culture, la mitteleuropea e quella americana degli anni Venti, anche le musiche relative si incontrano quasi in una specie di competizione: il valzer danubiano e le influenze musicali austro ungariche  si confrontano con il charleston e con il jazz, fox trot e swing trasgrediscono i canoni degli spartiti viennesi. Ne nasce uno spettacolo vivace, mai monotono e godibile. Se a questo si aggiungono la regia gigionesca di Umberto Scida e la base testuale originale, che gioca sulla derisione dei vezzi e vizi della decadente monarchia e del materialismo americano, il diletto non manca e la platea l’ha riconosciuto non negando l’applauso ad ogni esibizione canora dei protagonisti. D’altronde le voci liriche di Isadora Agrifoglio e  Leonardo Alaimo si sono dimostrate all’altezza e molto apprezzabili.

Così pure gradito e godibile è stato tutto l’impianto dello spettacolo: dalle coreografie di Stefania Cotroneo alla direzione d’orchestra di Diego Cristoforo. Peccato soltanto per dei momenti recitativi risultati lacunosi e addirittura in certi dialoghi poco comprensibili. Colpa dei microfoni impostati per il canto o, come per i musical, è per la solita poca cura prestata alla recitazione? Eppure Scida dovrebbe essere garanzia di impegno recitativo…

“La Duchessa di Chicago”, al via la stagione del Teatro di Agrigento

17 Novembre 2017 no comments stampa

La Vienna di fine anni Venti, il musical, il jazz, la storia di una ricca yankee. Si apre con l’operetta “La Duchessa di Chicago” la stagione17/18 del Teatro Pirandello di Agrigento diretto da Sebastiano Lo Monaco. A portare sul palcoscenico uno spettacolo elegante e divertente, del compositore ungherese Emmerich Kálmán su libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald, è il re dell’operetta Umberto Scida, con Isadosa Agrofoglio. Un nuovo spettacolo prodotto della Compagnia Operetta Teatro Al Massimo di Palermo, per la regia di Scida, diretto da Aldo Morgante, con la direzione d’orchestra del maestro Diego Cristofaro.

Lo spettacolo rappresentato per la prima volta a Vienna nel 1928 è un’opera che inaugura il genere del “musical theater”. Protagonista assoluto infatti è la grande musica, una combinazione di sonorità tipiche del tempo, tra jazz, swing ed elementi musicali tradizionali del contesto viennese degli anni Venti, lo stile wlazt-opera, arricchito da sfumature che richiamano le sonorità ungheresi della patria del compositore. 

Siamo a Silvaria, un piccolo e antico regno europeo che risente della crisi economica europea, finendo in bancarotta. Ma ecco che un giorno arriva una giovane miliardaria: il miracolo americano in carne ed ossa porta il nome di Miss Mary Lloyd, che gira il mondo a caccia di nuove emozioni portando il brio del charleston e dello swing, oltre ad una consistente somma di denaro con cui acquista il castello del regno. Tutti si rallegrano tranne l’orgoglioso principe ereditario Sandor Boris del quale subito s’innamora Miss Mary… Una storia dal fascino di altri tempi. Il vecchio continente scosso dal sogno americano, due mondi a confronto, dove le antiche tradizioni nobiliari si scontrano con la spregiudicatezza e l’innovazione del Nuovo Mondo. Uno spettacolo non privo di colpi di scena e degli ingredienti perfetti per una commedia musicale coinvolgente. 

Lo spettacolo è in programma sabato 18 novembre alle 21 e domenica 19 novembre alle 17.30. La compagna abbonamenti rimarrà aperta fino al giorno dell’inizio della stagione.

Boom di partecipazione per “Un Teatro Per Tutti”

8 Novembre 2017 no comments stampa

Sono 37 le proposte teatrali giunte sul tavolo della direzione della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento. Scadeva infatti lo scorso 31 ottobre il termine ultimo per partecipare al bando di gara “Un Teatro per Tutti”, iniziativa volta ad aprire le porte del Teatro di città a talenti e compagnie locali. “Una partecipazione al di là delle aspettative”, ha commentato il direttore generale della Fondazione Calogero Tirinnocchi, nella serata di ieri 7 novembre, consegnando ufficialmente il plico di progetti alla Commissione.

La Commissione insediata dunque ieri sera è composta da cinque personalità agrigentine esperte del settore, tutte esterne alla Fondazione: Lia Rocco, attrice e docente; Anna Maria Scicolone, giornalista; Antonio Liotta, editore, poeta ed esperto di teatro; Francesco Principato, giornalista ; Diego Romeo, giornalista, regista e fotografo.

A loro aspetta adesso un compito più difficile del previsto considerato l’elevato numero di progetti. Il riserbo è massimo. Da tre a cinque gli spettacoli migliori che verranno selezionati per andare in scena durante la stagione, arricchendo così la proposta teatrale da offrire alla città. Lo spettacolo giudicato migliore, riceverà a fine della stagione, un premio in denaro di 2500 euro.

In attesa di conoscere il cartellone tutto locale che affiancherà la stagione 17/18, al Teatro Pirandello si lavora alla campagna abbonamenti che rimarrà aperta ancora per i prossimi dieci giorni. Il sipario si alzerà il prossimo 18 novembre con l’operetta diretta da Umberto Scida, “La Duchessa di Chicago”.

Teatro Pirandello, tutti gli spettacoli del cartellone

1 Novembre 2017 no comments stampa

Mancano meno di venti giorni all’inizio della stagione teatrale. Il sipario si aprirà sabato 18 novembre con un’operetta elegante e moderna, “La Duchessa di Chicago”, un nuovo spettacolo di Umberto Scida che ha debuttato proprio nei giorni scorsi in Sicilia riscuotendo un grande successo.

Un cartellone ricco, variegato e con artisti di spessore: Franco Branciaroli, Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses, Mario Incudine, Sebastiano Lo Monaco ed Elisabetta Pozzi, Flavio Insinna, Raoul Bova e Chiara Francini, Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio, Silvio Orlano e Vittoria Belvedere. A chiudere la stagione sarà Luna Pazza, di Gaetano Aronica e Marco Savatteri, un nuovo spettacolo prodotto dalla Fondazione Teatro Pirandello segno di come il teatro di Agrigento abbia in questa nuova era abbia voglia di vivere, produrre, innovarsi, proporre. 

“Potremmo sintetizzare questa nuova stagione con lo slogan ‘Un pensiero, un sorriso, una rosa’. Vi proponiamo il teatro della prosa e della riflessione, ma anche il sorriso, la spensieratezza e la musica”, afferma il direttore artistico Sebastiano Lo Monaco. La campagna abbonamenti sarà aperta fino al 18 novembre. Ecco il cartellone nel dettaglio, spettacolo per spettacolo.

 

Sabato 18 e domenica 19 novembre  2017
La Duchessa di Chicago
di Emmerich Kalman; regia di Umberto Scida; Compagnia Teatro “Al Massimo” di Palermo; genere operetta

Vero e proprio musical mitteleuropeo, capolavoro del grande compositore Emmerich Kálmán, rappresentato per la prima volta nel 1928 a Vienna. Grande antesignano del “musical theater”, Kàlmàn combina nella composizione le sonorità del jazz, dello swing con elementi musicali tradizionali associati con lo stile waltz-opera. Uno spettacolo che finisce per rappresentare uno spaccato di come la cultura europea si rapportava a nascenti fermenti e movimenti artistici degli USA, con tutti i luoghi comuni del caso: la musica innovativa del jazz e del charleston e i tagli femminili di capelli alla maschietta, tipici delle ballerine di tip tap. Approfondimenti

Perché vederlo? Perché è un prodotto singolare nel firmamento operettistico.

 

 

Sabato 25 e domenica 26 novembre 2017
Filumena Marturano
di Eduardo De Filippo; regia di Liliana Cavani; con Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses; genere commedia

Filumena Marturano è il testo di Eduardo De Filippo più rappresentato all’estero, ispirato da un fatto di cronaca. È la storia di Filumena Marturano e Domenico Soriano. La commedia è una grande storia d’amore che porta al pubblico il tema scottante, di fine anni Cinquanta, dei diritti dei figli illegittimi. Ad interpretare i personaggi, due grandi protagonisti della scena italiana: Mariangela D’Abbraccio che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella compagnia di Luca De Filippo, e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo, per la regia della grande Liliana Cavani, che con questo allestimento debutta nella Prosa. Approfondimenti

Perché vederlo? Quasi superfluo ricordare che Eduardo De Filippo ha portato la commedia italiana nel mondo. Da vedere e rivedere e basta.

 

 

Sabato 9 e domenica 10 dicembre 2017
Medea
di Euripide; regia di Luca Ronconi, con Franco Branciaroli; genere tragedia greca

Franco Branciaroli è di nuovo protagonista della storica edizione di “Medea” diretta da Luca Ronconi nel 1996, riallestita da Daniele Salvo. Un omaggio al grande Maestro scomparso nel 2015 da uno degli artisti che ha lavorato con lui più a lungo. Un’occasione imperdibile di rivedere uno dei migliori spettacoli della storia registica ed interpretativa del secondo Novecento. E lo spettacolo, che vede Branciaroli nei panni femminili di Medea, è una pietra miliare della storia del teatro nazionale. Approfondimenti

Perché vederlo? Perché Franco Branciaroli che interpreta Medea è una di quelle cose da vedere almeno una volta nella vita. Da brividi. 

 

 

Sabato 16 e domenica 17 dicembre 2017
Mimì. Quando Modugno non era ancora Mister Volare
di Mario Incudine; regia: Moni Ovadia e Giuseppe Cutino; genere musicale

Uno spettacolo di Mario Incudine, con la regia di Moni Ovadia e Giuseppe Cutino e i testi di Sabrina Petix. Incudine porta sul palcoscenico tutta quell’energia del cantore fintosi siciliano che ha conquistato il mondo. Porta alla luce quel repertorio sommerso, quasi inedito, poco esplorato della canzone d’autore in dialetto che ha segnato l’inizio della carriera di Domenico Modugno in un’originale rilettura con particolari arrangiamenti che restituiscono tutto l’incanto di un mondo che è resistito grazie alla voce di quello che sarebbe poi passato alla storia come “Mister Volare”. Approfondimenti

Perché vederlo? Perché è un’opera nuova, originale che racconta una figura straordinaria. E perché Mario Incudine è una forza della natura…

 

 

Sabato 13 e domenica 14 gennaio 2018
Dopo il silenzio
di Francesco Niccolini e Margherita Rubino,; tratto dal libro di Pietro Grasso “Liberi tutti”; regia di Alessio Pizzech; con Sebastiano Lo Monaco e Elisabetta Pozzi; genere prosa contemporanea

“A fronte di tanta velocità massmediatica, – afferma il regista  – di tanto urlo, di tanto disagio emotivo e materiale che travolge i cittadini di questo nostro amato e ferito paese, il teatro può essere sempre di più portatore di storie, creando le condizioni per conoscere e quindi per poter decidere sul proprio destino sociale e privato”. Una nuova avventura teatrale, dopo il successo di Per non morire di mafia. Una scrittura autonoma che vede la collaborazione tra una figura come Pietro Grasso ed uno dei più interessanti drammaturghi italiani, Francesco Niccolini. Approfondimenti

Perché vederlo? Perché è uno spettacolo potente capace di ricongiungerci con la memoria, con la storia, con noi stessi.                                 

 

Sabato 3 e domenica 4 febbraio 2018
Cin Ci Là
di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato; regia di Umberto Scida; Compagnia Teatro “Al Massimo” di Palermo; genere operetta

Operetta di Carlo Lombardo, con le musiche di Virgilio Ranzato, presentata per la prima volta nel 1925 a Milano e seguita da centoventi repliche. Siamo a Macao, dove il Principe Ciclamino ha sposato la timida Principessa Myosotis. All’arrivo da Parigi dell’attrice Cin Ci La, in procinto di girare un film a Macao il Mandarino Fon-Ki pensa di affidare il Principe alle “cure esperte” della donna… La regia fresca ed attuale non snatura in alcun modo lo spirito dell’epoca che prevede continui doppi sensi, equivoci ammiccanti alla timidezza ed inesperienza dei due principi protagonisti che condividono la scena con il comico in scenette esilaranti e scoppiettanti. Il tutto condito da coreografie eleganti ed affascinanti nella loro filologica ispirazione alla Macao degli anni Venti. Approfondimenti

Perché vederlo? Perché ci piace l’intramontabile operetta e per canticchiare “Oh Cin Ci Là, oh Cin Ci Laaà”, ancora, ancora e ancora…

       

                   

Mercoledì 28 febbraio e giovedì 1 marzo 2018
La macchina della felicità
di Flavio Insinna; con Flavio Insinna e la Sua Piccola Orchestra; genere varietà, musicale

“La macchina della Felicità – spiega Flavio Insinna – non è uno spettacolo. Non è una presentazione, una lettura, un incontro, un reading, non è una…non è un…Ma allora che cosa è? E’…trovato! E’ la ricreazione. Come a scuola. Suona la campanella e si comincia. Salperete con il sottoscritto e la sua piccola orchestra verso “L’isola che c’è”, perché la felicità, nonostante tutto, può esistere, esiste, e la si può raggiungere. Il patto fra me, i musicisti e i passeggeri è chiaro: far saltare tutti gli schemi, abbandonarsi al piacere del viaggio e scatenarsi, come da bambini durante la nostra ricreazione”…
Approfondimenti

Perché vederlo? Per sorridere in compagnia di uno showman fenomenale lasciando fuori dal teatro, per un paio d’ore, i problemi di ogni giorno.

     

                   

Sabato 17 e domenica 18 marzo 2018
Due
di Miniero e Smeriglia; regia di Luca Miniero; con Raoul Bova e Chiara Francini; genere commedia

La scena è una stanza vuota. L’occasione è l’inizio della convivenza che per tutti gli essere umani, sani di mente, è un momento molto delicato. Sapere oggi come sarà Marco fra 20 anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione. La diversa visione della vita insieme emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile. Entrambi i due giovani evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno la loro serenità. Presenze interpretate dagli stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente in scena dei cartonati con le varie persone evocate dal loro dialogo. Alla fine il palco sarà popolato da tutte queste sagome e dai due attori: l’immagine stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo che in due siamo molti di più. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata. Approfondimenti

Perché vederlo? Originale, fresco, bello. Ci piacciono le commedie romantiche e, inutile dirlo, Raoul Bova e Chiara Francini insieme sono un trionfo di bellezza.

 

 

Sabato 7 e domenica 8 aprile 2018
Alla faccia vostra
di Pierre Chesnot; regia di Patrick Rossi Gastaldi; con Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio; genere commedia         

Dall’autore de “L’inquilina del piano di sopra” un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione e di continui colpi di scena. Intrighi, sotterfugi, equivoci, ipocrisia, per una vicenda che mette a nudo la parte più meschina e cinica dell’animo umano, che dovrebbe scandalizzare, ma che invece cattura lo spettatore, coinvolgendolo in un vortice di comicità e regalandogli due ore di divertimento e risate. In scena, nei panni dei protagonisti, due attori d’eccezione: Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio. Approfondimenti

Perché vederlo? Per sorridere con la commedia italiana interpretata da un esilarante Gianfranco Jannuzzo.

 

 

Sabato 21 e domenica 22 aprile 2018
La Scuola
di Domenico Starnone; regia di Daniele Lucchetti, con Silvio Orlando e Vittoria Belvedere; genere commedia

Era il 1992, anno in cui debuttò Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese il titolo La scuola. Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Di tanto in tanto, in questo ambiente circoscritto, filtra la realtà esterna. Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Approfondimenti

Perché vederlo? Perché è curioso che si tratti di uno dei rari casi in cui il cinema ha accolto un successo teatrale e non viceversa. Da vedere assolutamente. Il consiglio: portate con voi il figlioletto, il nipotino, il fratellino…

 

 

Sabato 12 e domenica 13 maggio 2018
Luna Pazza
di Gaetano Aronica e Marco Savatteri; produzione Fondazione Teatro Pirandello; genere commedia

Una sorpresa, uno spettacolo nuovo frutto di una ricerca sul Luigi Pirandello sconosciuto, sulla donna in Pirandello. A portare sul palco lo spettacolo folle Luna Pazza sono il grande Gaetano Aronica e il giovane Marco Savatteri.  Percorrendo il campo minato della follia, cercando nella pura immaginazione evocativa il Pirandello magico, fuori dagli schemi, lo spettacolo mette al centro proprio lui, l’uomo Luigi Pirandello. Pirandello si trova nella sua vera casa e sostenuto dalla sua musa Marta Abba non trova pace, in una notte di luna pazza. Richiamato da strani schiamazzi, sospiri e risate soffocate, decide di scendere nel cortile. Oltrepassando il cancello immaginario della sua casa, si ritrova circondato da personaggi, bramosi di vivere, di fuoriuscire dal bosco shakespeariano. Sono i personaggi creati dai suoi drammi…

Perché vederlo? Uno spettacolo di follia, un Pirandello mai visto. Una novità del Teatro Pirandello che ci dimostra quanto questo Teatro sia ancora vivo…

“Un Teatro per Tutti”, designata la Commissione

27 Ottobre 2017 no comments stampa

C’è ancora qualche giorno di tempo per partecipare al bando indetto daIla Fondazione Teatro Pirandello, che apre le porte ai talenti del territorio. Scade infatti il 31 ottobre 2017 il bando di gara “Un Teatro per tutti” rivolto a tutte le compagnie, le associazioni, i gruppi o anche semplicemente i singoli artisti i quali potranno candidarsi presentando i propri progetti teatrali.

Intanto la Fondazione ha provveduto ad individuare i membri della commissione giudicatrice. La Commissione, formata da cinque personalità agrigentine, esterne alla Fondazione Teatro Pirandello, di sicura e comprovata esperienza e competenza nel settore sarà composta da: Lia Rocco, attrice e docente; Anna Maria Scicolone, giornalista; Antonio Liotta, editore, poeta ed esperto di teatro; Francesco Principato, giornalista ; Diego Romeo, giornalista, regista e fotografo.

La Commissione sceglierà da un minimo di tre ad un massimo di cinque spettacoli (in relazione al numero di progetti pervenuti con i requisiti richiesti, secondo i criteri della trasparenza e del merito) che andranno in scena al Pirandello nel corso della nuova stagione. Un’importante novità nel panorama culturale della provincia al fine di valorizzare i talenti, un’opportunità concreta per l’attività artistico-culturali delle compagnie e degli artisti locali (il bando). 

I progetti selezionati saranno rappresentati al Teatro Pirandello di domenica nelle date da definire nel corso della stagione. Le compagnie selezionate verranno sostenute con un rimborso spesa e alla fine della rassegna, la Commissione designerà lo spettacolo vincitore del concorso, a cui verrà consegnato un premio in denaro di 2.500 euro. La domanda di partecipazione insieme al progetto e alla scheda tecnico/artistica (che dovrà corrispondere ai parametri richiesti) va presentata entro e non oltre il 31 ottobre 2017.