“La Macchina della Felicità” con Flavio Insinna

12 Febbraio 2018 no comments stampa

Atteso al Teatro Pirandello di Agrigento uno dei momenti più divertenti della stagione 2017/18, lo spettacolo “La Macchina della Felicità” con Flavio Insinna e la sua Piccola Orchestra, con Angelo Nigro alla direzione musicale. L’appuntamento è per il prossimo mercoledì 28 febbraio alle ore 21. La replica giovedì 1 marzo alle 17.

Nato dal libro dello showman e attore Flavio Insinna, “La Macchina della Felicità” è diventato anche uno spettacolo teatrale che si caratterizza per la sua dinamicità, uno show che cambia continuamente. Oltre all’orchestra, il sax, la chitarra, la voce. Ma soprattutto il pubblico, parte integrante dello spettacolo, invitato a scrivere un pensiero sulla felicità prima di entrare in sala.

“‘La Macchina della Felicità’ – si legge nelle note firmate da Insinna – non è uno spettacolo. Non è una presentazione, una lettura, un incontro, un reading, non è una…non è un…Ma allora che cosa è? È…trovato! È la ricreazione. Come a scuola. Suona la campanella e si comincia. Salperete con il sottoscritto e la sua piccola orchestra verso ‘L’isola che c’è’, perché la felicità, nonostante tutto, può esistere, esiste, e la si può raggiungere. Il patto fra me, i musicisti e i passeggeri è chiaro: far saltare tutti gli schemi, abbandonarsi al piacere del viaggio e scatenarsi, come da bambini durante la nostra ricreazione. E ora che ci penso, il suono della campanella che interrompeva lo scorrere delle lezioni, è stata una delle prime dimostrazioni concrete che la felicità può esistere. Le pagine del mio piccolo romanzo, le canzoni della mia piccola orchestra, le domande del pubblico, gli improvvisi cambi di rotta dettati dalle suggestioni esterne, la lettura dei messaggi di chi vuole spiegarci il proprio concetto di felicità, una poesia inattesa che salta fuori dal mio cilindro”.

Per informazioni su biglietti e disponibilità posti chiamare al numero 0922 590220 o scrivere all’indirizzo info@fondazioneteatropirandello.it. Visita inoltre il sito web del teatro www.fondazioneteatropirandello.it e segui le pagine social Facebook e Instagram.

 

Foto di Nicola Dalmo

“Cin Ci La”, al Pirandello torna l’operetta

22 Gennaio 2018 no comments stampa

Aveva aperto la stagione teatrale corrente, lo scorso mese di novembre, e ritorna adesso con un altro grande spettacolo. Il re dell’operetta Umberto Scida, insieme ad Isadora Agrifoglio e la Compagnia Operetta Teatro Al Massimo di Palermo, calcherà nuovamente il palcoscenico del Pirandello il 3 ed il 4 febbraio. In scena, dopo l’apprezzatissima operetta “La Duchessa di Chicago” che ha incantato il pubblico agrigentino, un altro grande spettacolo, un classico: “Cin Ci La” di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, per la regia di Umberto Scida.

Cin Ci Là è un’operetta, presentata per la prima volta il 18 dicembre 1925 al Teatro Dal Verme di Milano e seguita da centoventi repliche. Siamo a Macao, dove il Principe Ciclamino ha sposato la timida Principessa Myosotis e, secondo l’usanza, tutte le attività e i divertimenti sono sospesi finché non viene consumato il matrimonio: vista l’inesperienza dei due, però, l’attesa potrebbe rivelarsi assai lunga.

L’arrivo da Parigi dell’attrice Cin Ci La, in procinto di girare un film a Macao, cade a pennello: il Mandarino Fon-Ki pensa di affidare il Principe alle “cure esperte” della donna. Tuttavia, nella città cinese giunge inaspettato anche l’eterno spasimante di Cin Ci La, Petit Gris, che, roso dalla gelosia, per vendicarsi rivolge le proprie attenzioni a Myosotis. Saranno così i due parigini a svezzare sia Ciclamino che la sua giovane sposa e a far sì che la Cina possa avere un erede.

La regia fresca ed attuale non snatura in alcun modo lo spirito dell’epoca che prevede continui doppi sensi, equivoci ammiccanti alla timidezza ed inesperienza dei due principi che condividono la scena con il comico in scenette esilaranti e scoppiettanti. Il tutto condito da coreografie eleganti ed affascinanti nella loro filologica ispirazione alla Macao degli anni ’20.

Per info e prenotazioni: 0922 590220; info@fondazioneteatropirandello.it

Open call Attori per “Luna Pazza”

3 Gennaio 2018 no comments stampa

Il Teatro Pirandello di Agrigento cerca attori e attrici da inserire nel cast dello spettacolo di propria produzione dal titolo “Luna Pazza” di Gaetano Aronica e Marco Savatteri, tratto dalle opere di Luigi Pirandello, che andrà in scena il 12 e il 13 maggio 2018 a chiusura della stagione teatrale.

Le audizioni si terranno al Teatro Pirandello (piazza Pirandello, 35) nei giorni 8 e 9 gennaio a partire dalle ore 10,30. Saranno selezionati in totale 5-6 ruoli, alcuni dei quali maschili, per una fascia di età che va dai 18 ai 60 anni; e altri femminili, dai 20 ai 45 anni.

Una “due giorni” di full immersion per scegliere i partecipanti al teatro/laboratorio con Gaetano Aronica e Marco Savatteri. Dopo le selezioni ci saranno una prima fase laboratoriale, in inverno, a partire dal 15 gennaio sino al 10 febbraio; e una seconda, di prove vere e proprie, dal 16 aprile fino al debutto il 12 maggio.

La partecipazione alle audizioni e al laboratorio è totalmente gratuita. Un’importante opportunità per il tessuto artistico-culturale del territorio promossa dalla Fondazione Teatro Pirandello. “Finalmente le realtà locali potranno guardarsi in faccia e conoscersi per un progetto di ampio respiro”, afferma il presidente della Fondazione Gaetano Aronica.

Si cercano talenti locali, non professionisti, residenti in provincia di Agrigento. I candidati dovranno presentarsi preferibilmente muniti di curriculum. Sono richieste un minimo di esperienza sul campo e una corretta dizione poiché lo spettacolo è in lingua italiana. Qualsiasi altra attitudine (canto, ballo, etc.) sarà valutata in funziona del personaggio per il quale si concorre. Nel corso dell’audizione si richiederà l’interpretazione di un breve brano a propria scelta, in una performance che non superi i tre minuti. Gli interessati alla open call dovranno dunque presentarsi lunedì 8 e martedì 9 gennaio alle 10,30 al Teatro di città.

Va in scena “Vestire gli ignudi”

20 Dicembre 2017 no comments stampa

Venerdì 22 dicembre alle 21 “Vestire gli Ignudi” di Luigi Pirandello
Produzione Fondazione Teatro Pirandello
Adattamento e regia di Gaetano Aronica; aiuto regia Riccardo Contrino.
Con Andrea Tidona, Gaetano Aronica, Vittoria Faro, Fabrizio Milano, Barbara Capucci, Stefano Trizzino; light designer Luca Pastore.

 

Arriva al teatro Pirandello la commedia, diretta da Gaetano Aronica. E’  il primo spettacolo prodotto nella storia della Fondazione Teatro Pirandello: dopo il debutto lo scorso febbraio andrà adesso in scena nei teatri italiani. Lo spettacolo infatti circuiterà a Roma al Teatro Palladium partnership Teatro Argentina, Campobasso, L’Aquila, Asti, in tutte le città siciliane e in altre ancora per un totale di oltre 30 rappresentazioni.

La nuova protagonista dello spettacolo è l’attrice Vittoria Faro, nei panni di Ersilia Drei, una donna oggetto di violenza, ma non vittima. Ersilia è l’esempio non solo della ribellione femminile, ma della ribellione della vita che pulsa. “Vestire gli ignudi” entra nel pieno nelle tematiche attualissime sulla violenza contro le donne, con la sconvolgente modernità di Pirandello“Vestire ignudi”.

*Special price per gli abbonati. Per info biglietteria: 0922590220.

 

 

 

Debutta “Mimì”, il nuovo spettacolo di Mario Incudine

15 Dicembre 2017 no comments stampa

Debutta domani sabato 16 dicembre, ad Agrigento, il nuovo spettacolo di Mario Incudine, tutto dedicato a Mister Volare. Si intitola “Mimì. Da sud a sud sulle note di Domenico Modugno”, lo spettacolo musicale diretto da Moni Ovadia e Giuseppe Cutino, sui testi di Sabrina Petyx, ideato ed interpretato da Mario Incudine, artista siciliano poliedrico, cantante, musicista, attore. Spettacolo prodotto da Corvino Produzioni.

Mimì è un viaggio sulle note delle canzoni di Domenico Modugno, quelle legate alla Sicilia, a una terra che lui ha adottato. Uno spettacolo che racconta le aspirazioni di un uomo del Sud chiamato appunto Mimì, ma che potrebbe avere mille nomi diversi. Una storia fatta da mille storie, che si incrocia con quella del suo interprete scorrendo su linee parallele che, sovvertendo ogni regola, si incontrano in uno spettacolo in cui Mario Incudine e Domenico Modugno ci raccontano un mondo che cambia, che sogna, che sfida convenzioni e stereotipi. Alla fine Mimì, siamo tutti noi. Ogni giorno che passa. Noi di ieri, di oggi, di domani.

Dopo il successo della prima nazionale, lo scorso mese al Teatro Sala Umberto di Roma, lo spettacolo è ora in tournée nei teatri siciliani ed italiani. Domani mattina al Teatro Pirandello è in programma il mattinée per le scuole e alle 21 lo spettacolo serale.

“Vestire gli ignudi” chiude l’anno di Pirandello

13 Dicembre 2017 no comments stampa

Un appuntamento speciale concluderà l’anno di celebrazioni dedicate al 150esimo dalla nascita del Premio Nobel agrigentino Luigi Pirandello. La commedia pirandelliana “Vestire gli ignudi”, che aveva inaugurato le celebrazioni, conclude l’anno di Pirandello in una data speciale, venerdì 22 dicembre.

La commedia, diretta da Gaetano Aronica, è il primo spettacolo prodotto nella storia della Fondazione Teatro Pirandello dopo il debutto lo scorso febbraio andrà in adesso scena nei dei teatri italiani. Lo spettacolo infatti circuiterà a Roma al Teatro Palladium partnership Teatro Argentina, Campobasso, L’Aquila, Asti, in tutte le città siciliane e in altre ancora per un totale di oltre 30 rappresentazioni.

Presentata la nuova protagonista dello spettacolo, l’attrice Vittoria Faro, nei panni di Ersilia Drei, una donna oggetto di violenza, ma non vittima. Ersilia è l’esempio non solo della ribellione femminile, ma della ribellione della vita che pulsa. “Vestire gli ignudi” entra nel pieno nelle tematiche attualissime sulla violenza contro le donne, con la sconvolgente modernità di Pirandello.

“Un’opera di spessore che porta l’opera pirandellina interpretata da talenti agrigentini in Italia, un momento importante per la storia del Teatro di Agrigento e per la città che si prepara con tutti i suoi ‘attori della cultura’ a celebrare Agrigento 2020”, ha affermato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto alla conferenza stampa di stamattina.

“Il Teatro Pirandello – ha dichiarato il presidente della Fondazione Gaetano Aronica – è finalmente un teatro vivo, che produce, propone, inventa, pronto a portare una propria produzione nei teatri più belli d’Italia”.

Presenti in conferenza stampa anche gli attori Andrea Tidona e Barbara Capucci. Lo spettacolo è in programma il 22 dicembre alle 21 ed è fuori abbonamento, ad un prezzo speciale per abbonati e per tutti i cittadini. “Vestire gli ignudi” andrà in scena anche per le scolaresche in due matinée il 20 dicembre prossimo.

Va in scena “Medea” con Franco Branciaroli

7 Dicembre 2017 no comments stampa

Con indosso la parrucca a riccioli e una sottana nera, Franco Branciaroli, a distanza di vent’anni dalla prima edizione, è l’interprete di Medea. È una delle pietre miliari del teatro nazionale, lo spettacolo atteso al Teatro Pirandello di Agrigento sabato 9 e domenica 10 dicembre: la “Medea” di Euripide per la regia storica di Luca Ronconi.

Una produzione firmata Centro Teatrale Bresciano, Teatro de gli incamminati e Piccolo Teatro di Milano, nella versione riallestita da Daniele Salvo. Un omaggio al maestro Luca Ronconi scomparso quasi tre anni fa e che fa rivivere la sua opera  – oggi come nel 1966 – nell’interpretazione magistrale dall’attore Franco Branciaroli.

La  tragedia, scritta da Euripide nel 431 a.C., narra la spietata vendetta di Medea contro lo spergiuro dell’amato Giasone da cui ha avuto due figli. Giasone la ripudia per sposare la figlia del re Creonte e Medea disperata per l’abbandono medita la più atroce delle vendette: avvelenare la rivale e uccidere i propri figli. La regia di Daniele Salvo ripropone dei dettagli la regia ronconiana, arricchendola di proiezioni su grandi schermi. “Franco Branciaroli in questo lavoro raggiunge vette di elaborazione interpretativa assolutamente incredibili”, scrive Daniele Salvo nelle note di regia.

“Io non interpreto una donna – afferma Franco Branciaroli – sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso. Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Rimettiamoci nei panni del pubblico greco: vedendo la tragedia, saprà che arriverà ad Atene una forza che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli: ‘Medea dallo sguardo di toro’, come viene definita all’inizio. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro. Che usa la femminilità come maschera, per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone”. 

Filomena Marturano: la famiglia allargata dal ricatto d’amore

27 Novembre 2017 no comments stampa

di Franco Principato

 

Il coraggio della maternità. E’ l’amore per i figli, l’amore senza prezzo, l’amore che ti fa sopportare tutto, l’amore che ti impedisce di piangere, ti secca gli occhi e ti fa ingoiare tutte le lacrime ed ogni sorta di angheria e di ingiuria. Quell’amore che nasce anche per caso, che nasce da un’azione remunerata, da una prestazione.

Filomena Marturano ne ha tre di figli, tre figli nati per mestiere e non abortiti, tre figli nati durante  il legame con Domenico Soriano, viveur della Napoli borghese, attanagliato dal fascino di Filomena.

L’attualità tematica di Eduardo. De Filippo scrive questa commedia nel 1946, mentre era accesa la discussione legislativa sui diritti dei figli nati fuori dal matrimonio, mentre si tentava di abolire l’odiosa dicitura documentale ‘figlio di nn’. Eduardo disegna un donna con un carattere forte, quasi mascolino, una donna modernissima che sa usare al contempo il proprio essere femmina e il cervello ma soprattutto le parole.

Proprio sulla parola Liliana Cavani e Mariangela D’abbraccio puntano in questo allestimento: la recitazione marcata, segnata, meditata sillaba per sillaba segna il peso delle parole, un peso che sovrasta ed esalta la stessa storia.

L’inganno di Filomena. Filomena accalappia finalmente Domenico Sorace facendosi sposare perchè lo convince di essere in punto di morte, ma subito rivela di stare benissimo e il matrimonio permette alla nuova signora Sorace di allontanare dal marito le altre femmine e soprattutto di poter realizzare il suo sogno, la sua materna ambizione: dare ai suoi tre figli segreti un cognome rispettabile e magari pure un’agiatezza economica. Ma il beffato don Mimì  punta a far annullare il matrimonio e mette alla porta l’antica amante. D’Abbraccio rivive l’infanzia di Filumena, la sua gioventù, la fame nei bassi, l’inizio del mestiere, le gravidanze nascoste e le parole Mariane che l’hanno convinta e dare alla luce le sue creature. L’attrice napoletana è struggente, riesce nel miracolo di creare il  pathos anche subito dopo una battuta ilare, riesce a commuovere senza alcuna trascendenza teatrale, nella finzione scenica riesce a trasmettere verità e sentimento.

La rivelazione filiale. Filomena invita a casa i tre figli e rivela di essere la loro madre e contemporaneamente confida a Domenico Sorace che uno dei tre è nato una precisa notte, per un preciso e indimenticabile rapporto fra loro due, un rapporto pagato con una banconota. Don Mimì, ammorbidito dall’età e dall’insperata paternità, ma soprattutto vinto dalla prova buttata su tavolo da Filomena, si impegna a rinnovare il matrimonio annullato dalla legge. Ma ad una condizione…

L’eterno segreto di Filomena e Eduardo. Domenico Sorace vuole sapere il nome di suo figlio, vuole conoscere la carne della sua carne, vuole essere chiamato papà. Filomena non cede, piuttosto rinuncia al nome Sorace per se e per la sua prole, sta per andare via sconfitta quando inaspettatamente e ad una sola voce i tre figli di Filomena si rivolgono a don Mimì chiamandolo papà. E’ la capitolazione.

Alla ricerca dalla paternità perduta. Si sposano ma Filomena sa benissimo che nessuno potrà dare a lei né al marito i momenti e le esperienze vissute dai genitori con i lori bambini, ma almeno potranno contare su questa famiglia ritrovata, ricostruita, una famiglia basata sull’uguaglianza fra figli legittimi e naturali. La famiglia basata sull’amore e… certificata.

Molto apprezzata la prima regia teatrale della Cavani. Un debutto molto tardivo quello di Liliana Cavani alla regia teatrale, un debutto soddisfacente per il taglio più moderno dato sia al testo di Eduardo che ai caratteri dei personaggi. D’abbraccio è stata osannata dal pubblico. La sua Filomena combattiva e passionale, coraggiosa ed emozionante, persuasiva e grintosa ha smosso i sentimenti del pubblico, ha creato commozione e solidarietà: il personaggio in scena è diventato persona. Ovazione finale per lei ma applausi ripetuti anche per l’apprezzato Geppy Gleijeses, un Domenico Soriano perfetto nel  ruolo di dongiovanni sbiadito, di libertino a fine corsa.

 

 

Foto di scena di Kalos Longo

Dal Danubio al Mississippi con l’operetta di Kalman

21 Novembre 2017 no comments stampa

Una bella recensione dello spettacolo “La Duchessa di Chicago” di E. Kalman, per la regia di Umberto Scida con la Compagnia Teatro Al Massimo di Palermo, andato in scena al Teatro Pirandello il 18 e il 19 novembre scorso. Un trionfo di musica e colori aprono la nuova stagione teatrale.

 

 

di Francesco Principato (Teatro.it)

 

Ci eravamo lasciati con l’operetta dal teatro comunale Pirandello di Agrigento e con l’operetta ci ritroviamo anche per la stagione 2017/2018, nel senso della continuità di un cartellone che predilige il divertimento spensierato e il pubblico di una certa età. Pubblico che comunque non tradisce questo riguardo e ieri sera ha quasi esaurito tutti i posti disponibili, finendo la serata accompagnando con battimano la musica dei saluti finali della compagnia. Non erano però in grado di cantare con Scida & c. perché ad andare in scena non era la solita opera leggera.

Sì, perché anche se Emmerich Kalman è un pilastro dell’operetta viennese La duchessa di Chicago non è  così tanto rappresentata e l’inedito ha reso interessante questa prima della stagione. Ma non solo, l’operetta vista ieri sera è senza dubbio una rappresentazione che va oltre i clichè classici di questo tipo di composizioni, almeno per quanto riguarda la musica.

Sulla scia di un libretto che vede l’incontro di due culture, la mitteleuropea e quella americana degli anni Venti, anche le musiche relative si incontrano quasi in una specie di competizione: il valzer danubiano e le influenze musicali austro ungariche  si confrontano con il charleston e con il jazz, fox trot e swing trasgrediscono i canoni degli spartiti viennesi. Ne nasce uno spettacolo vivace, mai monotono e godibile. Se a questo si aggiungono la regia gigionesca di Umberto Scida e la base testuale originale, che gioca sulla derisione dei vezzi e vizi della decadente monarchia e del materialismo americano, il diletto non manca e la platea l’ha riconosciuto non negando l’applauso ad ogni esibizione canora dei protagonisti. D’altronde le voci liriche di Isadora Agrifoglio e  Leonardo Alaimo si sono dimostrate all’altezza e molto apprezzabili.

Così pure gradito e godibile è stato tutto l’impianto dello spettacolo: dalle coreografie di Stefania Cotroneo alla direzione d’orchestra di Diego Cristoforo. Peccato soltanto per dei momenti recitativi risultati lacunosi e addirittura in certi dialoghi poco comprensibili. Colpa dei microfoni impostati per il canto o, come per i musical, è per la solita poca cura prestata alla recitazione? Eppure Scida dovrebbe essere garanzia di impegno recitativo…

“La Duchessa di Chicago”, al via la stagione del Teatro di Agrigento

17 Novembre 2017 no comments stampa

La Vienna di fine anni Venti, il musical, il jazz, la storia di una ricca yankee. Si apre con l’operetta “La Duchessa di Chicago” la stagione17/18 del Teatro Pirandello di Agrigento diretto da Sebastiano Lo Monaco. A portare sul palcoscenico uno spettacolo elegante e divertente, del compositore ungherese Emmerich Kálmán su libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald, è il re dell’operetta Umberto Scida, con Isadosa Agrofoglio. Un nuovo spettacolo prodotto della Compagnia Operetta Teatro Al Massimo di Palermo, per la regia di Scida, diretto da Aldo Morgante, con la direzione d’orchestra del maestro Diego Cristofaro.

Lo spettacolo rappresentato per la prima volta a Vienna nel 1928 è un’opera che inaugura il genere del “musical theater”. Protagonista assoluto infatti è la grande musica, una combinazione di sonorità tipiche del tempo, tra jazz, swing ed elementi musicali tradizionali del contesto viennese degli anni Venti, lo stile wlazt-opera, arricchito da sfumature che richiamano le sonorità ungheresi della patria del compositore. 

Siamo a Silvaria, un piccolo e antico regno europeo che risente della crisi economica europea, finendo in bancarotta. Ma ecco che un giorno arriva una giovane miliardaria: il miracolo americano in carne ed ossa porta il nome di Miss Mary Lloyd, che gira il mondo a caccia di nuove emozioni portando il brio del charleston e dello swing, oltre ad una consistente somma di denaro con cui acquista il castello del regno. Tutti si rallegrano tranne l’orgoglioso principe ereditario Sandor Boris del quale subito s’innamora Miss Mary… Una storia dal fascino di altri tempi. Il vecchio continente scosso dal sogno americano, due mondi a confronto, dove le antiche tradizioni nobiliari si scontrano con la spregiudicatezza e l’innovazione del Nuovo Mondo. Uno spettacolo non privo di colpi di scena e degli ingredienti perfetti per una commedia musicale coinvolgente. 

Lo spettacolo è in programma sabato 18 novembre alle 21 e domenica 19 novembre alle 17.30. La compagna abbonamenti rimarrà aperta fino al giorno dell’inizio della stagione.