L’Aria del Continente – comunicato
Comunicato Stampa:

C’E’ PIPPO PATTAVINA
CON “L’ARIA DEL CONTINENTE” DI NINO MARTOGLIO
SABATO 23 E DOMENICA 24 FEBBRAIO
AL TEATRO PIRANDELLO DI AGRIGENTO
Con la famosa commedia “L’aria del continente” che Nino Martoglio scrisse nel 1915, per la regia e l’interpretazione di Pippo Pattavina, continua al Teatro “Pirandello” di Agrigento la venticinquesima stagione.
Sabato 23 febbraio, alle ore 20.30, ed in replica la domenica successiva, alle ore 17, sono in scena dodici attori che si cimentano in uno straordinario testo dell’autore belpassese, ricco di personaggi esilaranti, sanguigni, dall’immediata comunicativa e comicità.
“Senza alcuna ombra di dubbio – scrive il regista – si può dire che il vero fondatore del teatro siciliano fu Martoglio: a lui addirittura si rivolgeva per consigli Luigi Pirandello, tanta era la stima che nutriva nei suoi confronti.
Nella odierna messa in scena dell’opera, non ho voluto assolutamente fare una rilettura critica del testo, né tanto meno procedere ad una modernizzazione dello stesso per legarlo a fatti ed avvenimenti del mondo moderno. Ogni opera rispecchia il tempo in cui essa nasce, e cercare di attualizzarla mi sembra una forzatura nei confronti del suo autore, il quale, resta sempre e comunque, l’artefice principale del successo della sua creatura.
Godiamo ancora una volta quindi nell’ascoltare don Cola Duscio, sicilianissimo, ma continentale nell’animo e nello spirito, come lui dice. Tante sono le novità che porta dalla capitale per cercare di cambiare e dirozzare la mentalità “retocrata e trocotilta” del paese, e tanti sono i sarcasmi e gli attacchi che deve subire da parte dei suoi compaesani, sorella e cognato compresi! Il tradimento di Milla Milord, la sciantosa che Cola Duscio porta da Roma a coronamento del suo voler essere continentale, lo fa ripiombare in quella realtà che lui ha cercato sempre e disperatamente di reprimere: il paese, la sorella, il cognato, i nipoti…. Quel mondo insomma che credeva non gli appartenesse più! E lui lo riaccetta, con dolore, ma forse anche con un pizzico di velato piacere.
La Sicilia è una “malattia” dalla quale lui inconsciamente non è mai guarito, e forse… mai nessuno di noi ne guarisce.”
I biglietti sono in vendita al botteghino aperto da lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18, o un’ora prima dell’inizio delle rappresentazioni, al costo di euro 23 per la platea o per la prima fila dei palchi e di euro 18 per la seconda fila dei palchi.
19 febbraio 2019.
L’opera rockettara nazionalpopolare che ha incantato il teatro Pirandello
08/02/2019 – 15:29
di Luigi Mula (fonte: giornale quotidiano “La Sicilia”)
Ad Agrigento il “We can be heroes” di Gaetano Aronica tra storia, musica e spettacolo
Luna Pazza al Teatro Garibaldi di Modica
La straordinaria produzione della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento va in scena al teatro Garibaldi di Modica. La penna di Luigi Pirandello omaggiata in uno spettacolo stravagante e creativo. “Luna pazza”, il titolo, è infatti un’incursione, a tratti folle, a tratti intensa, nell’opera omnia del grande drammaturgo siciliano. Ben venti personaggi nati dal genio creativo del premio Nobel per la letteratura occuperanno la scena del Teatro Garibaldi di Modica, venerdì 22 febbraio, alle ore 21.00, per un altro intenso appuntamento della stagione di prosa con la direzione artistica di Giovanni Cultrera, sovrintendente Tonino Cannata.
Lo spettacolo, scritto da Gaetano Aronica e diretto a quattro mani dallo stesso Aronica insieme a Marco Savatteri, vede impegnata la Compagnia del Teatro Pirandello di Agrigento. Sul palco un Pirandello che, in una notte illuminata da una luna particolare, si trova costretto a fare i conti con le sue stesse “creazioni letterarie” che, inaspettate, incalzanti, pieni di parole e richieste, vanno a fargli visita per chiedergli di modificare il loro destino e spezzare così quel legame drammatico che le lega al testo scritto. Una lunga notte, fatta di sorrisi, lacrime, risate e schiamazzi, trascorsa nella folle ricerca di qualche libertà: non una notte qualunque insomma, come già lasciava intendere la luna, una luna pazza. In scena 22 attori, un pianoforte e una scenografia semplice ma imponente.
Biglietti di ingresso disponibili online su www.ciaotickets.com/evento/gaetano-aronica-luna-pazza o al botteghino del teatro. Per informazioni è possibile visitare la pagina www.fondazioneteatrogaribaldi.it oppure le pagine social della Fondazione Teatro Garibaldi o chiamare il numero 0932 946991.
Avviso Selezioni
sono aperte le iscrizioni per la selezione a far parte dell’Orchestra Filarmonica e al Coro Polifonico della Fondazione Teatro Pirandello.
-
La partecipazione è a numero chiuso e l’inserimento nell’Orchestra o nel Coro sarà effettuato in riferimento all’organico necessario;
-
In riferimento alle domande pervenute, gli interessati saranno contattati tramite email o telefonicamente dalla Direzione della Fondazione;
-
Il presente modulo dovrà essere compilato in tutte le sue parti e spedito al seguente indirizzo email: direzionefilarmonicapirandello@gmail.com o eventualmente consegnato entro venerdì 22/2/2019 presso la biglietteria del Teatro Pirandello sita in Piazza Pirandello – Agrigento.
-
Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il 3938827034
scarica il modulo MODULO ISCRIZIONE PER SELEZIONE
We Can Be Heroes
COMUNICATO
QUESTA SETTIMANA AL TEATRO PIRANDELLO DI AGRIGENTO
“WE CAN BE HEROES” DI GAETANO ARONICA
Continuano le produzioni della Fondazione “Teatro Pirandello” di Agrigento. Dopo le realizzazioni di “Vestire gli ignudi” (2017) e “Luna pazza” (2018), arriva adesso uno originale spettacolo, ancora per la regia di Gaetano Aronica, che è anche autore e protagonista di “We can be heroes”.
Riprendendo le parole della nota canzone di David Bowie del 1977 (“Possiamo essere eroi”) viene presentata una “favola rock raccontata da un attore (Gaetano Aronica), una band (i Bluesensation electric dreams con Peppe Vita, Vittorio Alessandro, Roberto Sciarratta, Ruben Russo e Luigi Gangarossa) e una donna che viene dal vento (Silvia Frenda), un fiume in piena che scorre irriverente come la colonna sonora di una generazione. E’ la storia di un mondo piccolo e grandi ideali, di drammi familiari, di padri e figli, segni del destino, occasioni perdute, dialoghi con uomini che hanno cambiato le vite di altri uomini.”
“Dissacrante, allucinato, politicamente scorretto, senza cronologia né apparente logica – scrive Gaetano Aronica nella nota di regia – è un flusso ininterrotto di immagini e suoni che ha la rapidità e la forza dei sogni: una nuova strada per un teatro che abbia il coraggio di rischiare in direzione ostinata e contraria insieme a uno spettatore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca. E’ un viaggio attraverso i miti, veri o falsi, di ieri e di oggi: il cinema, la televisione, la politica, la letteratura, la musica, tanta musica, sullo sfondo di una Sicilia trasfigurata, capace di evocare mostri e visioni. Ed è anche uno spaccato dell’Italia degli ultimi anni, dei suoi misteri e dei suoi eroi, caduti per un ideale di verità e di giustizia, mai dimenticati.”
“Se l’artista vive e si consuma nella poesia – continua Aronica – racconterò di come ogni cosa si trasformi e sfugga persino ai principi del tempo; il tempo degli eroi e il tempo della Storia, che non è mai lo stesso. Uomini straordinari dalle vite straordinarie sono i protagonisti di questo viaggio. Mi sono fatto l’idea che ci sia qualcosa in comune fra loro; un filo sottile che in un certo modo li leghi: una originale, incredibile fratellanza. Il talento non è democratico, va dove gli pare. La mia vita nell’arte, tutto quello che pensavo prima di attraversare la Valle, e quello che è venuto dopo… Pasolini, Sciascia, Voltaire… il Giudice, il Presidente…”
Dopo le anteprime per gli studenti, previste nelle mattinate di martedì 29 e mercoledì 30 gennaio, l’opera, inserita nel 25° cartellone del Teatro “Pirandello”, verrà rappresentata sabato 2 febbraio alle ore 21 e domenica 3 alle ore 17.30
I biglietti sono in vendita al botteghino aperto da lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18, o un’ora prima dell’inizio delle rappresentazioni, al costo di euro 23 per la platea o per la prima fila dei palchi e di euro 18 per la seconda fila dei palchi.
28 gennaio 2019.
We Can Be Heroes
APPUNTI DI VIAGGIO
di Gaetano Aronica
Quel ch’io vi debbo posso di parole pagare in parte
We can be Heroes è una favola rock raccontata da un attore, una band e una donna che viene dal vento, un fiume in piena che scorre irriverente come la colonna sonora di una generazione. E’ la storia di un mondo piccolo e grandi ideali, di drammi familiari, di padri e figli, segni del destino, occasioni perdute, dialoghi con uomini che hanno cambiato le vite di altri uomini.
Dissacrante, allucinato, politicamente scorretto, senza cronologia né apparente logica, è un flusso ininterrotto di immagini e suoni che ha la rapidità e la forza dei sogni: una nuova strada per un teatro che abbia il coraggio di rischiare in direzione ostinata e contraria insieme a uno spettatore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca. E’ un viaggio attraverso i miti, veri o falsi, di ieri e di oggi: il cinema, la televisione, la politica, la letteratura, la musica, tanta musica, sullo sfondo di una Sicilia trasfigurata, capace di evocare mostri e visioni. Ed è anche uno spaccato dell’Italia degli ultimi anni, dei suoi misteri e dei suoi eroi, caduti per un ideale di verità e di giustizia, mai dimenticati.
C’è il tempo delle attese e quello delle conquiste, il tempo del dolore e della gioia, degli incontri, delle verifiche. I ricordi, le sensazioni, i sogni di ragazzo, sono gli appunti di un viaggio dentro e oltre la Valle, metafora di una vita vissuta in due o più fasi, tanto da far pensare a due tre vite, che poi in fondo sarebbero anche poche. Ho fatto un salto all’indietro e sono tornato dove tutto ebbe inizio. Ho percorso strade, città, paesi interi e isole con nomi da favola, fuori dal tempo, fuori da tutto. Eravamo testimoni inconsapevoli di un mondo che cambiava troppo in fretta, ascoltavamo David Bowie, Lou Reed, Jim Morrison e i Rolling Stones, mentre intorno a noi succedevano cose incredibili, del mondo reale non sapevamo quasi niente; la politica, la mafia poi… anche quella ci sembrava un film. Ci sono momenti in cui devi tirare dritto e altri in cui puoi scegliere di lasciarti tutto alle spalle. Se l’artista vive e si consuma nella poesia, racconterò di come ogni cosa si trasformi e sfugga persino ai principi del tempo; il tempo degli eroi e il tempo della Storia, che non è mai lo stesso. Uomini straordinari dalle vite straordinarie sono i protagonisti di questo viaggio. Mi sono fatto l’idea che ci sia qualcosa in comune fra loro; un filo sottile che in un certo modo li leghi: una originale, incredibile fratellanza. Il talento non è democratico, va dove gli pare. La mia vita nell’arte, tutto quello che pensavo prima di attraversare la Valle, e quello che è venuto dopo… Pasolini, Sciascia, Voltaire… il Giudice, il Presidente…
Oh, s’io avessi allora presagito…
Chiudi gli occhi, ascolta… Che ne sarà di noi e del nostro tempo?
Non posso rischiare di perdermi. C’è un baule pieno di ricordi, tanta musica.
We can be Heroes, just for one day.
Ma tu sei un’ossessione, un incubo.
Non c’è Arte senza profanazione, provocazione, rivoluzione.
We can be Heroes, for ever and ever
Quanta bellezza sul tuo viso, quanto incanto…
Verrò a trovarti dovunque tu sia…
…in nessun luogo e da nessuna parte.
La Storia del Teatro di Elio Di Bella

Nella prima metà del secolo scorso si fece strada anche a Girgenti l’idea di realizzare un teatro Comunale. Più che tra i nobili o tra gli intellettuali Agrigentini, il desiderio di avere un teatro era vivo in quegli anni soprattutto tra quei funzionari governativi che arrivavano ormai a centinaia da diverse regioni del Regno delle due Sicilie da quando, nel 1817, Girgenti era stata elevata a capovalle e necessitava di molti nuovi impiegati. Questi nuovi residenti ben presto fecero forti pressioni presso gli Intendenti (i maggiori responsabili borbonici della provincia) perché venissero realizzati in città nuovi adeguati spazi
per lo svago pomeridiano e festivo, che mancavano del tutto allora nella piccola città di Girgenti.
Nel 1840 il tenente del genio civile, signor Salvatore Grimaldi, ebbe l’incarico dall’Intendente borbonico del capovalle di redigere una pianta per la costruzione di un teatro comunale e si decise anche di deliberare l’acquisto in Calabria del legname necessario alla sua realizzazione. Venne presto individuato un locale adatto, lo stesso in cui “anticamente trovavasi riunito” un teatro (così si legge in una nota datata 31 dicembre 1840 e redatta dalla commissione che vi fece il sopralluogo).
Già dal 1851 però l’Intendente Palizzolo aveva espresso l’intenzione (con delibera del 5 dicembre 1851) di erigere un teatro comunale “nel piano San Sebastiano, con ingresso secondario da piazza San Giuseppe” .
Fu determinato che le somme destinate formassero un fondo a parte e furono approvate le condizioni d’appalto.
Questo progetto svanì per le opposizioni e i reclami dei vicini, contro i quali venivano a crearsi intollerabili servitù; per cui proteste, ricorsi e pressioni… fecero svanire ogni cosa.
A Palizzolo successe l’intendente Mezzasalma ed a quest’ultimo il conte Capaci che ridestò il progetto di un teatro e assicurò per la sua realizzazione nuovi fondi (24 dicembre 1856).
Fu incaricato dei disegni l’ingegner Savarino e per la sua ubicazione bisognava decidere tra il già citato locale in piazza San Sebastiano e la casa dei signori Scribani (31 agosto 1856).
I Borboni vennero cacciati dalla Sicilia con la rivoluzione del 1860 e lasciarono in eredità ai nuovi amministratori anche l’impegno di dare a Girgenti un teatro.
Il problema si ripresentò dunque ai nuovi consiglieri comunali e ai nuovi sindaci. In questi anni a sollecitare le autorità competenti fu soprattutto quella parte dell’opinione pubblica colta che maggiormente avvertiva l’esigenza di avviare a Girgenti significative iniziative culturali.
Il 17 maggio 1864 il Comune di Girgenti, infatti, bandì un concorso per il progetto di un teatro comunale. La somma di lire centomila per la sua realizzazione venne reperita dalla vendita alla Camera di Commercio del bel palazzo Comunale.
Il progetto diventò esecutivo e venne affidato all’ingegner Dionisio Sciascia che già l’anno seguente presentò la pianta del nuovo teatro, che fu prontamente approvata dal Comune e per la esecuzione della quale venne prevista una spesa di lire 170.000.

Il 18 gennaio del 1870 con una solenne cerimonia inaugurale, alla presenza delle più alte autorità venne posta la prima pietra. Nel 1872 fu chiesto dal Comune l’intervento dell’architetto Giambattista Basile, che progettò la modifica dell’arco armonico e decise anche alcuni cambiamenti dell’originario progetto approntato da Sciascia, abolendo, in particolare, i tramezzi curvi dei palchi. Vennero eseguiti, inoltre, sotto l’attenta visione dello stesso Basile i disegni delle decorazioni e delle sculture.
Nel 1877 alcuni docenti di disegno (Luigi Sacco, Antonio Tavella e Giuseppe Belloni) curarono le decorazioni del soffitto , delle sculture, dei palchi e qualche mese dopo Luigi Queriau di Messina realizzò la pittura di dodici scene che lo impegnarono insieme ai suddetti docenti di disegno su incarico del Comune (il quattro gennaio del 1878 iniziarono i lavori per allestire altre sei scene).
In particolare Queriau realizzò il sipario che rappresentava Esseneto in trionfo dopo la vittoria riportata allo stadio di Elea (per il prezzo di lire novemila) e venne nominato direttore del macchinismo del teatro.

Le ultime opere verranno appaltate nel 1879 e riguardarono gli interventi per eliminare l’umidità, per realizzare un efficiente sistema di illuminazione a gas e per alcune modifiche.
Il teatro comunale venne inaugurato il 24 aprile 1880 da due compagnie liriche condotte dall’impresario G. Mastrojeni, che rappresentarono con successo le opere “La Forza del destino”, “Africane”, “Faust”,” Ernani”.
Poco prima della rappresentazione venne scoperta nell’atrio del teatro una lapide con la seguente iscrizione:
Il voto del consiglio comunale / del dì 9 maggio 1869 per la costruzione di un teatro comunale / fu compiuto il giorno 24 aprile 1880 / in cui inaugurato è aperto al pubblico. /
“Nel teatro si entra per un portico e due sale di aspetto, nella prima delle quali vi è un Caffè – scrive lo storico Giuseppe Picone -. Dalla seconda si ascende per gradinate e ampi corridoi in marmo, in tre file di palchi i quali sono preceduti da stanzini per la toletta delle donne, e nel loggione. La sala, capace di trecento comodissimi posti fu tracciata colle curve del teatro La Fenice di Venezia”.
La maggior parte dell’edificio comunale era ricavato da quello che prima era stato l’antico convento dei Domenicani, originariamente palazzo della nobile famiglia Lampedusa. Il convento era stato espropriato dopo l’annessione del 1860 e successivamente è divenuta sede dell’amministrazione comunale. Pertanto il nuovo teatro s’intrecciava naturalmente con il Palazzo dei Giganti (così chiamano gli Agrigentini il loro Municipio) e con la Chiesa di San Domenico, attigua allo stabile. Il portone di accesso del teatro è in comune con quello del Palazzo di Città.
I posti a sedere erano complesivamente 700, di cui 300 in platea, 300 nei palchi e 100 nel loggione.
La sala interna appare riccamente decorata. Il soffitto è occupato da pregevoli pitture con al centro un grande rosone ligneo, dal cui centro si diparte un grande lampadario a ninfa. Il boccascena ha un’apertura di undici metri e il palcoscenico (25 X 30 X 40 h ) è spazioso e consente la manovra di qualunque tipo di scenario. Tutta l’attrezzatura scenica è in legno.
Pochi mesi dopo l’apertura, a Girgenti giunse la compagnia di Ernesto Rossi. Il grande artista livornese entusiasmò gli Agrigentini interpretando un capolavoro di Shakespeare.
Dal 23 al 28 settembre del 1880 la sua compagnia mise in scena nel nuovo teatro tra le altre opere, Otello, Amleto, Re Lear, Nerone, ed ebbe grandissimo successo soprattutto con il Kean e con “Morte civile”.



Una più solenne inaugurazione avrebbe avuto il teatro la sera del 12 gennaio 1881 in occasione della visita delle loro maestà Umberto I re d’Italia e la regina Margherita. In quella occasione il Sindaco di Girgenti presentò a Sua Maestà la Regina un astuccio con una pergamena relativa al battesimo del teatro che, dietro la sovrana autorizzazione, fu nominato “Regina Margherita”.
Da allora si svolsero molte importanti stagioni teatrali e grande fu in particolare l’impegno per allestire le opere liriche. Calcarono le scene del teatro agrigentino fra le altre le compagnie di Giovanni Aliprandi e Giulio Casali, Michele Almirante, Ildovaldo Zucconi, Alamanno Morelli nel secolo scorso. Ma già nel 1887 il teatro chiuse per alcuni restauri e riaprì solo nel 1891. L’attività proseguì indisturbata sino al primo conflitto mondiale, quando venne sospesa per riprendere molto più tardi. All’inizio del nostro secolo vennero rappresentate dalla compagnia di Giovanni Grasso le opere di Capuana e vennero a Girgenti artisti di fama come Tonio Brunarini, Ermete Zacconi, Angelo Musco ed altri. Durante il periodo fascista non mancò certamente la compagnia di Luigi Pirandello, che presenziò anche alla rappresentazione di “Così è, se vi pare”, messa in scena nel teatro agrigentino il 15 aprile del 1924.
Il 10 gennaio 1938 la sala teatrale venne ceduta dal Comune ad una società privata che la utilizzò come cinematografo. Nel 1946 il teatro venne intitolato a Luigi Pirandello, ma operò ancora per pochi anni. Fu di nuovo chiuso al pubblico infatti nel 1956 per lavori di ristrutturazione e nel mentre tornò all’amministrazione comunale.
Da allora il sipario del “Pirandello” si riaprì una prima volta solo nel 1986, nel cinquantenario della scomparsa del drammaturgo agrigentino e poi, finalmente, il 29 aprile del 1995. In quella storica giornata, terminati i lavori di restauro e ottenute tutte le necessarie autorizzazioni, Agrigento poté accogliere il Presidente della Repubblica on. Oscar Luigi Scalfaro, giunto nella Città dei Templi a festeggiare con gli Agrigentini la riapertura del teatro civico di Agrigento.
Il teatro “Luigi Pirandello” è stato restituito alla sua città con una rappresentazione dell’opera pirandelliana “Il berretto a sonagli” e da allora le rappresentazioni artistiche e le stagioni teatrali si susseguono con grande partecipazione di pubblico di tutte le età che può finalmente apprezzare appieno le proposte di musicali e teatrali di tante valide compagnie italiane e straniere.
DI ELIO DI BELLA
Storia del Teatro – “Memorie Storiche Agrigentine”
Dal volume III delle «Memorie storiche Agrigentine» a cura dell’avvocato Giuseppe Picone, edito dalla Premiata Stamperia Formica – anno 1942 – Agrigento, alla pagina 946 è scritto:
















